A dura prova

Io credo molto nella prevenzione, per cui anche nel 2008 aderii allo screening mammografico. Tranquillamente feci l’esame e quando la dott.ssa mi disse “si sieda”, mi sentii gelare. Tumore intraduttale in situ seno dx. Non si preoccupi, mi dicono, è piccolo. Faccio il mammotone, positivo naturalmente, e decidono per quadrante. Allora il mondo mi scoppia veramente, piango mi dispero, per poco però, ho 1 marito, 4 figli e 1 negozio. Non posso permettermi il lusso di commiserarmi. Mi opero e dopo inizio le 30 radioterapie. Chiudo il negozio alle 12.30, vado a casa, metto una pentola d’acqua sul fuoco e preparo il sugo per i ragazzi e mio marito. Ed io? Io corro in radioterapia a fare la mia dose giornaliera. Finito, torno ora di riaprire il negozio. Bene o male quella fase della mia vita la superai abbastanza inconsciamente. Anche perché mio marito l’anno prima aveva avuto 4 infarti, con successivo intervento a cuore aperto con 4 bypass, io in confronto avevo perso solo un pezzo di “tetta”. Nel 2009 il controllo oncologico andò bene. Ma all’esame di controllo dei tronchi sovra-aortici mi trovarono un nodulo alla tiroide. Agoaspirato: positivo -cancro- di nuovo. Non si preoccupi si toglie la tiroide e finisce lì. Intervento alquanto invasivo, ma anche questo lo supero. Riprendo in mano la mia vita. Nel frattempo nel 2010 cado in vasca da bagno, mi fratturo in più punti il polso. Intervento con inserimento di placca e viti, 40 gg. di gesso e poi fisioterapia. Ma io sono una persona positiva (abbastanza), cerco sempre di guardare quelli messi peggio di me e tiro avanti senza perdere mai la mia solarità. Dopo tutto ciò, chiudo il negozio. Voglio vivere serenamente quello che la vita mi riserva. Decido, perché era un mio grande desiderio, ma prima non avevo tempo, di collaborare in una associazione come volontaria. Trovo” Volontà di vivere”. Umanità, disponibilità e sostegno mi fecero prendere appuntamento con la presidente che aveva fondato l’associazione, linfa di tutto il gruppo di sole donne, tutte operate al seno. Si offre al malato oncologico sostegno fisico, psicologico per singolo, per coppia, per familiari e tantissime attività: yoga, linfodrenaggio, ginnastica discipline orientali, scrittura, teatro, nutrizione, ma soprattutto un rapporto umano indescrivibile. Dopo 5 anni dalla quadrante, l’oncologo mi dice che potevo passare tranquillamente ai controlli annuali perché il peggio era passato. Ero sollevata, finalmente potevo stare un po’ tranquilla. Ma la vita per me è un continuo mettermi alla prova. Faccio dopo un anno la mammografia. Subito ecografia, agoaspirato, passati i 20 gg. Un tornado si abbatte su di me. Carcinoma invasivo con linfonodi ingrossati. Subito dal chirurgo, che con l’oncologo decidono per una serie di chemioterapie d’urto x cercare di ridurlo. È il 10 aprile 2014 i miei figli si sposavano uno il 1° giugno e l’altro il 22 giugno. Disperazione più totale, scombussolamento in famiglia. Loro vogliono annullare i matrimoni. Ma tutto è già organizzato da tempo. Mia figlia doveva partire per Londra con il suo compagno, ma annulla tutto, perdendo anche tutti i soldi del viaggio. Da un lato sono fortunata, ho una famiglia eccezionale. Anche se tutti non palesano ciò che provano. So che mi sono tutti vicini. Siamo una grande squadra. L’altra mia figlia, che vive in Messico, arriva immediatamente con il suo piccolino. Ci siamo tutti compattati x combattere insieme. Incomincio a preoccuparmi per i capelli, li sto perdendo, così via rasatura, parrucca e foulard. Le chemio sono devastanti, riesco a fissarle in modo che fra le date dei 2 matrimoni non debba farle. Ma uno capita proprio prima. A ciascun matrimonio ho in casa un rinfresco con 40 persone. L’oncologo, dopo la terapia, mi ordina 2 iniezioni per “tirarmi su'”. Ai matrimoni entro in chiesa al braccio dei miei figli, orgogliosissima di non lasciar trapelare nulla di ciò che stavo provando, ero a pezzi, gonfia ingrassata, ma ero lì con la mia famiglia. Passati i matrimoni era ora dell’intervento. Operata il 7 luglio: mastectomia dx con metastasi e 20 linfonodi positivi. Allora nessuno mi fermò più, piansi, urlai, fu molto dura, ma dovevo riiniziare le chemio e combattere. Finii a Natale e a gennaio iniziai le 30 radioterapie e la terapia ormonale per 5 anni. Alla fine ero esausta, ma io non mollavo. Ma il mio ossigeno e forza di vivere furono le nascite dei miei tre nipoti. Loro furono la mia linfa vitale. Ma la mia pseudo tranquillità durò poco però. A dicembre mi sentii un nodulo sulla cicatrice. Telefonai al chirurgo, dopo 2 gg. era già tolto e dopo 20 giorni esito negativo. Che sollievo. Ma l’anno successivo non fu clemente, sempre a dicembre nel controllo mammografico ci ricascai di nuovo. Altro intervento: quadrante sx. Ma io sono sempre qua. Super ammaccata, ma viva. Nel frattempo dopo la quadrante, ogni 4 mesi mi sottopongo ad intervento (in anestesia totale) di innesto adiposo perché nella mastectomia mi avevano inserito l’espansore e durante le radio aveva fatto infezione. Mi fu tolto, ma la pelle si cicatrizzò sul dorso provocandomi una caverna e un limitato uso del braccio. Così adesso pian pianino, a Verona, stanno cercando di rimediare a questo disastro. Dico sempre: avrà mai un fine tutto questo? Non lo so. Ma sono viva e assaporo tutto ciò che la vita mi dà. Certo non sono più quella di prima, tante volte mi isolo, le mie priorità e i miei valori sono totalmente diversi. Assaporo ogni giorno con periodi ancora bui. La terapia ormonale, ti salva, ma incominciano a manifestarsi gli effetti collaterali: mal di testa, nausea, vomito e tanti dolori alle articolazioni. Ancora per 2 anni la devo prendere poi speriamo che smettendola tutto passi. Certo il mio carattere mi ha aiutato molto in queste durissime prove, ma io credo che il dolore tempri e che si diventi delle vere guerriere.