Convivere con un leone

L: Ciao Camilla!”

Io: “Ciao..”

L: “Lo so che non sei contenta che io sia qui con te… lo sento…”

Io: “Già.. Che ci vuoi fare? È così.. ma finché parliamo posso stare tranquilla no?”

L: “Presumo di sì, ma nemmeno io so cosa succederà ad entrambi nel caso in cui il mio istinto prendesse il sopravvento..”

Io: “Ma tu proprio non lo controlli il tuo istinto?”

L: “La sai la storia dello scorpione e della rana?”

Io: “Forse, ma se vuoi raccontarmela ti ascolto..” (non so se lo faccio perché veramente mi interessa o per farlo parlare..)

L: “Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose: “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!”. La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.

A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “È la mia natura!”

Io:Ecco, è proprio la nostra storia!! Siamo proprio io e te!! Se dovessi morire io a causa tua, anche tu moriresti… Quindi nemmeno a te farebbe comodo farmi fuori! Ed io come la rana della tua storia, mi fido di te! So che potresti uccidermi con una zampata, so che se avessi voluto mi avresti fatto fuori già da molto tempo, so che se avessi avuto voglia di mangiarmi non ci avresti pensato minimamente e che io sarei rimasta senza una coscetta molto tempo fa…

Ecco.. Questi sono i discorsi che nella mia testa ci facciamo io e lui, il mio Leone… Quel tumore al seno che mi ha colpito 4 anni fa e che fino ad ora non mi ha sfigurato troppo.

Mi ha tolto la possibilità di pensare ad un futuro lontano, ma in questo modo io penso molto meglio al presente.

Mi ha aiutato a tagliare rapporti che erano secchi, che non mi davano energia vitale a me necessaria, altro bel regalo.

Mi ha obbligato a fare i conti con parti oscure di me che mi spaventavano e che mi tormentavano e che ancora adesso, a volte, tornano a fare capolino nella mia vita. Ma se fai i conti con le parti oscure, non ti faranno più così paura.

Lui, il Leone ogni tanto (sempre troppo spesso per me!!) mi fa sentire il suo ruggito. Questo succede ogni volta che io mi “dimentico” di lui. O almeno così sente lui.

“Leone! Non posso dimenticarmi di te! Tu sei dentro di me, conviviamo insieme nello stesso corpo, come potrei scordarmi di te??”

“Roooooaaaaaarrrr!!!!” Lui ha paura come ce l’ho io. Lui ha paura che se io mi dimenticassi di lui, se io smettessi di parlare con lui, potrebbe tornare ad essere un semplice leone e a quel punto l’istinto tornerebbe a fare da padrone.. Ma io so che lui non è un leone qualunque, io so che lui è il Leone. Il Mio Leone.

Quello che vive con me, quello che si fa accarezzare la testa da Novembre 2013, quello che si mangia tutti i farmaci che gli do come fossero caramelle (è per questo che dopo pochissimo non funzionano più?!?!?), quello che mi fa sentire molto forte e con il senso della vita in pugno. Che cosa posso fare per fargli capire che io non mi dimentico di lui e che lo rispetto?

Ogni volta che ruggisce io mi spavento e perdo la lucidità.. Ogni volta che lui si sente poco rispettato ruggisce. Quindi il mio cammino è quello di rispettarlo e fagli capire quotidianamente che io a lui ci penso, che non mi fa paura e che volente o nolente io e lui condivideremo per sempre la nostra vita.

 

Camilla