D’estate muoio un po’

La mia storia inizia nell’estate del 2009…29 anni ancora da compiere e un caldo stellare!
Non vi annoierò troppo con le parti noiose della storia…diagnosi a sorpresa a seguito di escissione di un fibroadenoma (vero che era un fibroadenoma!!!) e conseguente corsa all’operazione di quadrantectomia e dissezione ascellare seguita da radioterapia…un’estate strana, avanti e indietro dall’ospedale e una sola canzone in radio “COME FOGLIE” di Malika Ayane…

“È piovuto il caldo, ha squarciato il cielo, dicono sia colpa di un’estate come non mai. Piove e intanto penso «Ha quest’acqua un senso?», parla di un rumore prima del silenzio e poi… è un inverno che va via da noi, allora come spieghi questa maledetta nostalgia, di tremare come foglie e poi di cadere al tappeto? D’estate muoio un po’, aspetto che ritorni l’illusione di un’estate che non so quando arriva e quando parte, se riparte?”.

Tutte le volte che sentivo questa canzone mi venivano i lacrimoni agli occhi e anche oggi, a distanza
di anni, mi fa lo stesso effetto, la stessa sensazione di tristezza, la stessa sensazione di perdita, di smarrimento…come la coscienza che qualcosa che era, è passato per sempre.

Mi riprendo pian piano la mia vita, il mio lavoro, i miei affetti, la mia “normalità”. Affronto con coraggio (a tratti!!!) i miei controlli semestrali e, finalmente, tra alti e bassi, arriva il tanto agognato traguardo dei 5 anni senza malattia.

Quanto mi avevano parlato di questo traguardo e quanto agognavo di raggiungerlo…peccato che la
sorpresa vera doveva ancora arrivare! E decise di arrivare a capodanno del 2014…un bel ricovero in ospedale per una presunta polmonite da cui emerge, però, la diagnosi cosiddetta “infausta” anche dal nostro delicatissimo SSN…metastasi ossee e polmonari…che bello, posso dire di essere entrata nel magico mondo delle METAVIVOR a soli 35 anni…

Che poi questa cosa di dare nomi originali e accattivanti ad uno stato di malattia mi fa un po’ ridere
in generale, anche se negli anni ho imparato ad apprezzare il senso di empatia che trasmettono i gruppi di supporto o le associazioni che raccolgono, come nel mio caso, donne che attraversano percorsi di vita e di cura simili.

Chiaramente faccio una bella chemio con perdita di capelli annessa ma vado avanti a testa bassa
tenendomi impegnata con il lavoro e cercando di vivere una pseudo-normalità con mio marito (doppiamente santo visto che è giovane come me e questa esperienza non ha cambiato di certo solo me ma anche lui…profondamente).

La classica domanda che ci si fa all’inizio “Perché è successo a me?”, nel mio caso non ci è stata; la mia preoccupazione, dal momento che sono molto pragmatica, era risolvere il problema…sono Ingegnere e quindi ho questa predisposizione ad analizzare le cose per trovare sempre una soluzione…ho scoperto che la Medicina è altro dall’Ingegneria…non ci sono verità assolute, ci sono sempre condizioni differenti, varie sfumature, esiti diversi, molteplici risultati partendo dalla stessa equazione…questa cosa mi manda ancora oggi fuori di testa, ma c’è poco che si possa fare! È così e basta…

Sono entrata in una nuova routine fatta di accessi mensili in ospedale per le cure, per la pulizia del
port a cath (non ci facciamo mancarne niente!), per le varie visite di controllo, per le TAC con il contrasto (le odio…) e per tutte le menate correlate…non è facile in questa situazione pensare ad altro; il cancro c’è sempre ormai nella mia vita, ma l’importante per me è che ci sia spazio anche per il resto.

Io so che c’è sempre, ma la mia forza sta nel riuscire ad espandere tutto il resto per lasciarlo in un angolo.

Una cosa che amo moltissimo da sempre è viaggiare e purtroppo ultimamente mi sono dovuta limitare un po’ viste le cure e i rischi a cui vado incontro, ma di certo non mi voglio fermare…il viaggio è per me non solo svago ma anche crescita ed arricchimento.

Uscita dall’ultima seduta di radioterapia in pieno agosto, armata di creme per curare l’ustione della
radio, sono partita con la macchina da Milano per un viaggio bellissimo senza nessuna prenotazione in Normandia e Bretagna ed è stato uno dei viaggi più intensi della mia vita…mi è sembrato di respirare l’aria di mare come non mai…di vedere i colori della natura intensi come solo nei sogni può succedere…il mio stato emotivo era evidentemente aperto a prendersi tutto con avidità….

Lo stesso è stato dopo la chemio… trascorso circa un mese e mezzo, armata stavolta di bandana (ho buttato la parrucca dopo 2 giorni per incompatibilità caratteriale tra di noi), ho fatto una bellissima vacanza nelle Marche a Sirolo…un’altra cosa rispetto alla Francia di sicuro ma anche in questo caso me la sono proprio goduta… l’aria aperta, il sole, la gente, le grigliate di pesce mi hanno riempito il cuore di energia per ripartire! Non tanto il paesaggio, quanto il bagno di umanità, mi è servito per tirarmi su!

La mia esperienza non ha nulla di speciale, tutte le storie di vita sono speciali…tutte le vite al limite
meritano un racconto…è solo che il cancro tende a far dilatare le emozioni e il tempo, alle volte accelera bruscamente, alle volte rallenta di colpo e cristallizza le esperienze…ogni piccola cosa bella, ogni singola giornata, è vissuta con una strana sensazione, una velata nostalgia di qualcosa che oggi c’è ma domani sai che forse non ci sarà più.

Come un’ansia di poter perdere tutto, di sapere quanto vale ciò che si ha…

Odio ed amo questo modo di sentire…quello che vorrei di più, è di sicuro la spensieratezza e la leggerezza della mia adolescenza…queste sensazioni il cancro me le ha proprio portate via…

La diagnosi del carcinoma al IV stadio non ti dà speranza, ma ti urla che devi vivere tutto a pieno ogni momento, che devi prendere dalle esperienze piccole o grandi, belle o brutte, tutto quello che c’è.

Chi ha desiderio di vivere a pieno come me ed è supportato da affetti reali e sinceri di certo non si
arrende (mai?!?) ma di certo sperimenta le montagne russe…profondi baratri e depressioni ed altissime vette di positività…l’equilibrio è un traguardo difficile da raggiungere e forse è uno stato dell’animo che riguarda solo la vita tranquilla di ieri e non il mio presente. Temo che dovrò farmene una ragione!

E così ogni estate che arriva è sempre una gioia… perché per me l’estate è come cadere ancora ma è anche rialzarsi ancora…l’estate è arrivata un’altra volta ed io ci sono, in prima fila per godermela a pieno sentendo le lamentele di tutti per il caldo asfissiante di Milano, per le zanzare, per le ferie che sono sempre poche ma sapendo che ci sono ancora e tutto il resto non conta!

Accendo la radio e spero dentro di me di risentire la canzone del 2009…

“È piovuto il caldo, ha squarciato il cielo, dicono sia colpa di un’estate come non mai. Piove e intanto penso «Ha quest’acqua un senso?», parla di un rumore prima del silenzio e poi…è un inverno che va via da noi, allora come spieghi questa maledetta nostalgia, di tremare come foglie e poi di cadere al tappeto? D’estate muoio un po’, aspetto che ritorni l’illusione di un’estate che non so quando arriva e quando parte, se riparte?”