Fino a 90 anni

La verità è che dopo 17 anni con questa malattia che ti ha accompagnato dai 30 in su, non sai più quanto sei stanca, quanto sei stata fortunata – per ora – quanto la tua vita sia stata pilotata dal cancro, quanto vorresti ricordarti come si sta ad essere sani. 
Un bel caos in testa, quindi. E ciò, nonostante gli aiuti, il supporto, la famiglia, gli amici che puoi aver avuto vicini. 
Ti domandi solo quanto la tua vita sarebbe stata diversa se… Non fosse capitato proprio a te. 
Care sorelle, perché così vi sento, leggendo i vostri racconti, io così la penso e credo di non essere la sola. Diciamolo: grate perché questa malattia è oggi, per certe fasi, tenuta ‘sotto controllo ‘, siamo anche molto provate dal fatto che, appunto, ‘lei non guarirà più’, ci hanno anche detto. Anzi. A me un medico disse, tre anni fa, dopo l’intervento per una metastasi al polmone: tornerà. 
E allora, via con le paranoie periodiche e pesanti, per me e per tutti, che ogni tanto mi assalgono. Quando tornerà e cosa, cosa posso fare per evitarlo, dove sbaglierò, come posso controllare questa inconsulta crescita di cellule cattive, io che cattiva non sono, io che ho tenuto botta a 30 anni a una mastectomia, a chemio e menopausa ormonale, poi dopo 5 anni, a una recidiva locale, radioterapia, e, 3 anni fa, a una metastasi al polmone, e via di nuovo si ricomincia. Nel frattempo la vita c’è stata. Un lavoro imparato e vissuto, nonostante le vicende sanitarie, una vita familiare e sentimentale, mai banale. Ma io oggi mi chiedo: quanto di quello che sono e che penso è intrecciato e intriso di questa malattia, quanto mi ha pervaso. O forse no. Se sono ancora qui, forse è perché quelle cellule buone che sono in me hanno detto no! Non voglio che mi freghi, cancro schifoso. Non ora, almeno. E così sogno di morire a 90 anni, in splendida forma, felice di aver fregato la bestia nera.