La vita è un soffio

Quel 27 maggio del 2011 lo ricordo bene: mi trovavo in camera da letto e mi stavo preparando per andare a lavoro.
31 anni, un compagno assente, una nuova casa con un bel mutuo da pagare, un lavoro che non mi garantiva più quella sicurezza economica di cui avevo bisogno. Fortunatamente avevo lui, Giacomo, il più bel dono che la Vita potesse darmi, che aveva appena 20 mesi. D’un tratto quella mattina mentre mi stavo preparando per andare al lavoro sento un nodulo duro vicino al capezzolo della mammella destra. Pochi giorni dopo arriva la sentenza: carcinoma duttale infiltrante di 17 mm e carcinoma in situ ad alto grado. La mia vita si era trasformata in un incubo. Mi sottoposi a ben 4 interventi per cercare di rimuovere i 2 tumori. Era come se stessi vivendo la vita di un’altra persona, una brutta vita e l’unica cosa che desideravo era guarire.
È proprio vero che scopriamo di essere forti solo quando ci troviamo di fronte a grossi problemi da superare. Con rinnovata grinta e tenacia riprendo la mia vita in mano: lascio il lavoro e il padre di mio figlio, mi trasferisco vicino ai miei genitori nel mio paese di origine: lavoro molto su me stessa.
Chi sono? Qual è il bene per mio figlio? La fede in Dio mi fa ritrovare quella pace interiore che avevo perso, un passo dopo l’altro imparo ad amarmi nuovamente e mi sento libera e serena. Ed ecco che, come per magia, compare il mio principe con cui instauro fin da subito un rapporto speciale, un’affinità unica mai provata prima.
Stavo terminando la terapia adiuvante quando il 06 giugno 2014 convinsi il mio principe a farmi un’ecografia all’addome. Sentivo la sua mano tremare e nei suoi occhi leggevo tanta paura..un presagio? L’ecografia evidenziava dei presunti angiomi fino a quel momento mai segnalati. Di lì si susseguirono risonanze, tac e 2 biopsie polmonari poi finalmente a luglio il responso: il mostro era tornato seppur cambiato e si era fatto più aggressivo, ma fortunatamente con ottimi farmaci innovativi abbinati alla chemio lo potevo combattere. Le metastasi erano in tutto 3: al polmone, alla teca cranica e al cervelletto.
Un anno dopo scoprii da un test genetico di avere una particolare mutazione: sono positiva al BRCA2 che porta a un alto rischio di tumori al seno e all’ovaio e da qui decido di asportare tube e ovaie per ridurre il rischio.
Da 3 anni e mezzo sono in remissione da malattia, sono NEAD. Ho la consapevolezza che NON sono guarita, ma sono felice, so che la vita è un soffio e dobbiamo dare un senso a ogni singolo istante. Nulla accade per caso, forse Dio mi ha messo alla prova per avvicinarmi di più a Lui, perché non stavo vivendo la vita che volevo, per darmi una scrollatina.
Ogni 21 giorni sono in ospedale per fare la terapia di mantenimento, incontro colleghi di percorso la mia vita si intreccia con quella di tanti altri, con medici, infermieri, volontari e cerco di portare un contributo positivo a chi incontro anche se spesso sono loro a regalarmi qualcosa.