Merito di essere felice

Era l’inizio di novembre, una giornata uggiosa, cupa, un dolore forte al seno sinistro mi spinse ad andare all’ospedale a fare un’ecografia. Niente, tutto ok. “Un’infiammazione”, mi disse la dottoressa. “Però c’è qualcosa al seno destro che non mi piace. Aura, fatti vedere”.
Macché, mi ripetevo, non ho nulla. Io ho da piangere e da soffrire (avevo perso mia cognata per un tumore, a 44 anni) e me ne frego di tutto e di me stessa. Voglio solo urlare ed essere incazzata con questa vita che spesso è uno schifo, e voglio morire.

Niente, non feci nulla, andai avanti così. Vivevo a stento, avevo mollato e continuavo a farlo. Ho sofferto tremendamente nel vedere quegli occhi gialli, la bile le aveva invaso tutto, però mi aveva promesso: “Non sarai mai sola, sarò il tuo angelo”. Passarono delle settimane… quel ticchettio nell’orecchio: “Promettimi che ti controllerai, non fare come me” (lei infermiera, mai un controllo; strano, no?)..me lo diceva spesso anche da viva ….quel pensiero era fisso lì: allora mi decisi.

“Buongiorno dottoressa, vorrei fare una mammografia”.
Tadan: tumore.
Scendo nel cortile dell’ospedale, avanti e indietro, 1, 2, 3, 25 passi avanti, 50 passi indietro. Silenzio. E ora? Come farò? Sono sola. E il lavoro? No, Gesù, no. Per favore, non mi hai risposto quando ti ho chiamato, ma ora spostati dove ti prende, che ti devo parlare.

All’improvviso volevo vivere, sono stata egoista e vigliacca. Volevo vivere per lei, per mio figlio che è bellissimo e intelligente… volevo vivere per me.

Oggi vivo con una consapevolezza diversa, la malattia ti cambia, il dolore ti cambia, non so nemmeno io come ho fatto: la mattina chemio, pomeriggio lavoro (… Gesù dopo avresti almeno potuto farmi crescere i capelli riccioli).
Vivevo da sola, un incubo, poi la gente abituata a vederti ridere sempre…non lo so …ma ho superato tutto e ora sono molto felice.
Non ho un compagno (non sopportava il fatto che zoppicassi sempre per via dei farmaci, per lui il tumore era un problema trascurabile, di poco conto e l’ho lasciato dopo inutili sofferenze).
Ma amo tremendamente la vita, l’amore per me stessa: perché oggi posso dire che mi amo e amo, vivo di piccole cose, mi piace aiutare le persone, anzi delle volte mi spingo oltre. Amo anche il mio coraggio di aver fatto tutto da sola e so che merito di essere felice.
Scusate la presunzione, di solito non lo sono, ma è solo per oggi, promesso.