Per sempre

Ho sempre odiato sin da bambina le parole “mai più “e“ per sempre”. Esprimono concetti così definitivi che non presuppongono modifiche! Il crescere non mi piaceva, non di per sé per il gli anni che passavano, ma perché non sarei MAI PIÙ stata bambina! Questo mi spaventava su tutto, dal matrimonio PER SEMRE o la perdita di una persona cara… perché non l’avrei vista ne sentita MAI PIÙ. eppure mi ritrovo a vivere il PER SEMPRE con un cancro al seno, che credevo fosse stato un episodio occasionale della mia vita, a non guarire MAI PIÙ perché il mio cancro al seno, probabilmente non mi lascerà MAI PIÙ.
Eppure nel 2009 questo evento della mia vita sembrava unico e irripetibile e, seppur di dimensione piuttosto importanti, era di una forma non particolarmente aggressiva, e dei miei linfonodi ne erano contagiati solo 6 su 28, e il famoso indice di proliferazione cellulare al di sotto del 10%, e il resto del corpo sano. La mia vita, per la mastectomia e l’asportazione linfonodale, subisce un vero stop. Cambia con le cure, che nonostante sia una cura piuttosto “facile” perché si tratta di ormonale, l’impatto è duro per la mastectomia subita e per la menopausa indotta chimicamente che mi fa saltare una fase intermedia da giovane donna a ultra settantenne (per lo meno cosi mi sento appena iniziato il mio percorso) cambia perché acquisti la consapevolezza di essere cagionevole e non più padrone della tua vita, cambia perché a causa sua i programmi per gli anni successivi devono per forza subire degli adattamenti, cambia perché perdo il lavoro, come tante, troppe di noi.
CAMBIA. Ma poi la forza della vita mi fa reinventare e i controlli si susseguono vanno sempre bene e il tempo passa.
Quattro anni e mezzo di percorso oncologico perfetto: nulla all’orizzonte e io stavo accingendomi a preparare i festeggiamenti dei canonici 5 anni puliti e forse di fine della menopausa. E invece, guarda, guarda chi si riaffaccia?
Un piccolissimo linfonodo sovraclaveare dalla stessa parte della mastectomia decide di riattivare il tutto e zak……si ricomincia!
Panico e spavento prendono il sopravvento, ma l’oncologa mi dice che essendo dalla stessa catena linfonodale e dalla stessa parte si tratta di recidiva, il che é meglio della metastasi…la recidiva non è PER SEMPRE! Allarme rientrato, con un cambio di cura ormonale e radioterapia…la paura e la destabilizzazione iniziale poco alla volta svaniscono e riprendo la mia vita.
Passano soli 8 mesi e un attacco di sciatica che non passa nonostante i soliti antidolorifici mi fa allarmare e contattata l’oncologa, si procede alla pet che evidenzierà metastasi ossee.
BINGO!!
Eccoci, ci siamo, penso ora sì che il “mai più” senza malattia, il “mai più” senza farmaci e il “per sempre” con la chemio saranno miei “PER SEMPRE”.
Dopo la fase iniziale questa volta durata più tempo, la mia vita sembra finita piango, mi arrabbio, impreco…ma perché? questa la domanda, perché?
Non perché a me, ma perché ritorna?
Ebbene passata questa lunga fase quasi 5 mesi di rabbia e apatia allo stato puro, un bel giorno guardando gli occhi dei miei cari, preoccupati e spaventati, decido che il tempo dei pianti e degli improperi mi sembra tempo assolutamente buttato.
In molti, psiconcologo compreso, mi dicono che devo imparare a conviverci.
Ma cosa significa esattamente? come si fa a imparare a conviverci?
Si dice che la notte porta consiglio, a me personalmente porta solo incubi, ma al mattino, tutto sembra più chiaro e decido che devo far finta, finché mi è e sarà possibile, di vivere come se “lui” non ci fosse o per lo meno dagli lo spazio che merita, limitato alle cure e ai controlli un po’ ravvicinati a causa di un protocollo di chemioterapia sperimentale in compresse cui decido di aderire, ma che di contro mi può far credere di non essere in chemio terapia.
DEVO fare qualcosa: cosi mi attivo nell’associazione di cui faccio parte, in cui da ben sei anni mi occupo di donne con cancro al seno, più fortemente di prima, e incomincio a correre. Corro perché il tempo in cui sto bene e in forze non so quanto durerà, e di cose da fare ce ne sono molte.
Conosco persone stupende, alcune di loro sono guarite ed altre ci convivono.
Seguo corsi, seminari, eventi e scopro che finalmente posso anche conviverci e continuare una vita, non quella che avevo sognato, ma una vita molto piena e ricca di soddisfazioni di gioia, risate e ahimè alcune volte di paura.
Non cosa mi riserverà il futuro ma debbo godermi e vivere il presente e cercare di dare alla malattia lo spazio e il tempo che richiede.
Nulla di più e niente sconti!