Tutto per i miei figli

Eccomi qui..sono passati quasi 3 anni da quel famoso giorno in cui ho ricevuto la telefonata che mi invitava ad andare al più presto a fare un ecografia.

Io come sempre positiva non avevo pensato a una cosa del genere, forse anche perché un mese prima ero andata a fare una palpazione da un dottore definito bravissimo. Peccato che mi ha fatto l’ecografia solo al seno sinistro.
Le sue parole me le ricordo bene “ha un seno bellissimo faccia sogni tranquilli”.
Felicissima tornai a casa e lo raccontai a mio marito che disse: “e chi fa sogni tranquilli al giorno d’oggi”

Io intanto continuavo la mia vita ero in forma, andavo in palestra, ma ultimamente notai che mi era aumentato il seno e in particolare avevo una specie di smagliatura, un rigonfiamento vicino al capezzolo. Glielo feci notare a mio marito prima di andare a fare la doccia ma lui mi rispose “ma sarà il reggiseno…ma io comunque non vedo nulla”.
Per mia fortuna ho chiamato l’ospedale di Monza per fare una mammografia. Quel giorno andai insieme alla mia amica Giovanna, come sempre: io e lei abbiamo sempre fatto prevenzione insieme. Ricordo che feci notare il seno sinistro e la dottoressa disse che si vedeva che il seno sinistro era più grosso del destro e poteva essere una mastite.
Io pensai: “una mastite”? Ma è una vita fa che ho allattato.
Ecco che arriva la mazzata: il giorno dopo la chiamata, mi reco a Monza. La dottoressa continuava a dire che saremmo diventate amiche, non aveva il coraggio di dirmelo.
Non so quanto tempo sono stata dentro so che ho fatto una coda. Non capivo più nulla, mio marito che mi diceva allora “non è nulla”.
Mi sembrava un incubo: stava succedendo proprio a me.
La seconda mazzata l’ho avuta quando avevo finito tutto, chemio, radio e mi stavano crescendo i capelli. Avevo un desiderio: farmi un tatuaggio, è grazie a lui che mi sono salvata (forse). Iniziò a farmi male il collo, io davo la colpa al tatuaggio che ero rimasta rigida con il collo per tre ore. Per farla breve: edema e alcune lesioni al cervelletto.
Non presi bene la notizia perché era solo due mesi e mezzo che avevo finito e l’incubo continuava.
Mi tornò in mente all’ improvviso quello che dovevo riprovare: non era possibile cosa avevo fatto di così tanto male?
Incassai anche questa e mi promisi che dovevo lottare per me, ma soprattutto per i miei figli.

Sono qui, apprezzo molto di più questa vita un po’ ingiusta ma sono viva e sono contenta. Spero tanto di vedere diventare grandi i miei ragazzi..la mia vita!!